I filati di cotone – Il lungo viaggio dal seme al gomitolo

share...

Come nasce il cotone? Attraverso quali processi si ottengono le fibre? Che differenza c’è tra un tipo di cotone e l’altro? Come diventano filati di cotone da lavorare? Come leggere le fascette? Ogni gomitolo che arriva nelle nostre mani racconta una storia e contiene una serie di informazioni che ci guidano nella realizzazione e nella cura dei nostri manufatti.

Scopriamo insieme le origini di questa antica pianta e i processi che danno vita ai nostri 4 filati 100% cotone: Milo, Nuovo Jaipur, Cablé 5 e Cablé 8.

 

                       

Un viaggio lungo i millenni

La pianta del cotone si coltiva fin dall’antichità – c’è chi afferma addirittura nella Preistoria – e in zone diverse del mondo, tra cui l’India e l’America del Sud. Arriva in Europa nel Medioevo durante la dominazione araba e fino alla scoperta dell’America è un prodotto di lusso come la seta. La produzione industriale, e quindi l’ampia diffusione, inizia con l’apparizione dei telai meccanici e delle macchine a vapore, che velocizzano i processi di raccolta e filatura.

I processi di raccolta e lavorazione del cotone

Cina, India e USA sono i maggiori produttori mondiali di cotone. In Italia, e più in generale in Europa, il clima è poco adatto alla crescita della pianta. La fibra – a base di cellulosa – si estrae dalla bambagia che circonda i semi di cotone racchiusi nelle capsule. La raccolta avviene alla fine della stagione calda; richiede tempo e pazienza, perché i frutti maturano e si aprono in modo graduale. Le fibre – ripulite dalle impurità, essiccate, separate dai semi e compattate – passano alla fase di filatura, oggi meccanizzata e automatizzata.

Come si classifica la fibra di cotone?

Osservata al microscopio, la fibra di cotone appare come un lungo nastro avvolto a spirale. Le caratteristiche che ne definiscono la qualità e il valore di mercato sono sei.

  • Lunghezza: più lunghe sono le fibre più prezioso è il filato che ne deriva
  • Finezza: più fibre ci sono nella sezione del filato, più il filato è resistente
  • Elasticità: un giusto equilibrio tra maturazione e acqua trattenuta garantisce alla fibra di mantenere inalterata la lunghezza se sottoposta a tensione
  • Colore: ha a che fare anche con uniformità e brillantezza
  • Maturità: meno la massa di fibre è matura più tempo resteranno le pieghe create stringendola tra le mani
  • Pulizia: meno impurità trattiene, più valore economico avrà la fibra.

Quanti tipi di cotone esistono sul mercato?

In commercio esistono diversi tipi di cotone. Se consideriamo, per esempio, i trattamenti fatti sulle fibre, leggeremo i seguenti nomi.

  • Cotone standard: le fibre passano attraverso i classici processi di sfioccatura (pulizia dei fiocchi), cardatura (definizione dello spessore), stiratura (raffinatura e torsione) e tintura. A rappresentare questo tipo di cotone è il filato Milo.
  • Cotone pettinato: dopo la cardatura, si esegue la pettinatura per eliminare dalle fibre quelle corte e deboli e per orientarle tutte nella stessa direzione. Il filato diventa, così, più liscio, lucido e resistente. Gli altri 3 cotoni puri – Nuovo Jaipur, Cablé 5, Cablé 8 – appartengono a questo gruppo.
  • Cotone mercerizzato: le fibre sono sottoposte a un trattamento con soda caustica. Le sostanze coloranti aderiscono meglio e il filato risulta più elastico, resistente e lucido.

Dal filato al gomitolo

Abbiamo ottenuto il filato, ma il viaggio del nostro seme non finisce qui. Iniziano infatti i processi di finitura, eseguiti per ripulire e trattare il cotone prima di avvolgerlo attorno a grandi matasse. Da qui, poi, prendono forma i prodotti destinati ai diversi settori, come i piccoli gomitoli per l’aguglieria.

Stretti nella fascetta, confezionati e immagazzinati, anche i nostri filati Milo, Nuovo Jaipur, Cablé 5 e Cablé 8 sono pronti per essere distribuiti sul mercato e per raggiungere le singole abitazioni.

Leggiamo insieme la fascetta

Le fascette dei gomitoli, oltre a riportare nome, composizione, peso e lunghezza, contengono tutte le informazioni utili per lavorare un capo o un accessorio e per prendersene cura. Leggiamo insieme la fascetta del filato Milo.

 

 

Procedendo da sinistra a destra, i simboli hanno questo significato (noi abbiamo preso la cartella colore, ma i simboli li trovate anche sulla singola fascetta)

  • Lavare a mano
  • Non candeggiare
  • Non utilizzare l’asciugatrice
  • Stirare max 110 gradi
  • Utilizzabile qualsiasi solvente eccetto tetracloretilene
  • Numero di ferri consigliati
  • Campione su cm 10 x 10

Sulla fascetta dei filati Cablé 5 e Cablé 8, ai simboli riportati in precedenza, si aggiungono

 

  • Numero di uncinetto consigliato
  • Finezza della macchina per maglieria

 

Gli ultimi 2 filati, infatti, sono adatti anche per le macchine da maglieria domestiche.

Oltre il cotone… le altre fibre pure Lana Gatto

Oltre alla gamma di cotoni appena descritta, la collezione classici Lana Gatto propone per la stagione Primavera/Estate altri 3 filati puri di origine vegetale: Fresh, Silky e Sugar. Composti al 100% rispettivamente da lino, seta e canna da zucchero, sono una soluzione fresca, delicata sulla pelle e… naturale per definizione!

 

                

 

Cerca